giovedì 13 gennaio 2011

"Oltre": ecco la Secondigliano della legalità

Dal Roma del 24 febbraio 2007
di Valentina Cirillo

“Scampia …in bianco e nero: immagini, suoni e parole di una terra che respira speranza tra i tentacoli della camorra”. Questo il tema della prima edizione del concorso di poesia dedicato ad Antonio Landieri, giovane vittima innocente della faida del 2004, presentato dalle associazioni I.RA.DE.MU e VO.DI.SCA nell’auditorium di Scampia. Note poetiche che arrivavano dritte al cuore della gente presente in sala. Espressione di chi non si arrende di fronte ad una realtà che può apparire desolante e senza vie di uscita, e che va oltre cercando di costruire quella che è l’altra faccia di Scampia. Una terra fatta non solo di violenza, ma anche di tanti ragazzi che lavorano quotidianamente per dare vita ad un’immagine diversa del quartiere. «Per noi dell’associazione VO.DI.SCA – spiega Rosario Esposito La Rossa, cugino di Antonio Landieri - è stata una scommessa portare la poesia a Scampia. Questa è la prova evidente del fatto che questo quartiere non è solo in bianco e nero ma è investito da mille colori». Un’iniziativa che parte dalla parola attraverso riflessioni sull’ amicizia e sulla solidarietà che commuovono il folto pubblico. «Scene di un quartiere che attraverso le energie dei ragazzi prendono vita», così le ha definite Maria De Marco, assessore all’Educazione dell’VIII Municipalità. In un panorama troppo spesso dipinto esclusivamente come roccaforte di camorra emerge quella che è la vera forza del rione: i giovani. «Sono loro, infatti, che con la loro arte danno prova di voler capovolgere la realtà mostrando colori che per troppo tempo sono rimasti nascosti da tutti», afferma il padre gesuita Fabrizio Valletti. Durante la cerimonia è stato anche presentato un fumetto dedicato a “’o Ti” (così gli amici chiamavano Antonio Landieri) e proiettato “Oltre”, una video-inchiesta condotta dal giornalista Luca Saulino per la regia di Ciro Fabbricino. Dimostrazione di come anche a Secondigliano e Scampia è possibile portare avanti una vita normale. «Scampia - sottolinea la De Marco- non è un deserto ma un giardino di cui tutti noi dobbiamo averne cura».

Nessun commento:

Posta un commento