Dal Corriere del Mezzogiorno
di Dario De Simone
Ventotto minuti e trenta secondi per dare voce agli “altri” di Secondigliano, quelli che vivono la quotidianità di un quartiere difficile restando nella legalità. “Oltre” è un’inchiesta del giornalista Luca Saulino, ma forse sarebbe più opportuno definirlo un cortometraggio sia per i ritmi, sia per il modo in cui vengono portate alla luce dei riflettori le persone invisibili. Ci sono il preside di una scuola di frontiera, il musicista che deve vincere i pregiudizi delle famiglie dei suoi allievi, il cugino di una vittima innocente della faida, l’ex capo di una baby gang che è diventato un seminarista. «L’idea è proporre al pubblico la versione dei fatti meno scontata», spiega Saulino che ha seguito l’intera faida del 2004 per il “Roma”. «I canali nazionali non hanno interesse a mostrare la parte sana del quartiere - aggiunge - Con questo non vogliamo negare che a Secondigliano ci si uccida per controllare il mercato della droga, ma questo contesto rende eroiche queste persone normali». Anche per questo, il prodotto sembra più adatto ad un pubblico non napoletano. Le immagini del regista Ciro Fabbricino descrivono fatti ormai noti dalle nostre parti, ma completamente sconosciuti altrove. La colonna sonora è affidata ai Kosanost che raccontano la periferia a ritmo di rap. Ma la rabbia verso il “centro” e le istituzioni traspare anche dalle parole degli intervistati. Tra loro, il più duro, anche se con ironia, è il parroco Don Fulvio D’Angelo. Significativa l’ultima scena nella quale due bambini utilizzano i giornali per costruire aerei di carta da lanciare nel vuoto. “Oltre”, già in vendita nelle edicole e nelle librerie, verrà proiettato nelle scuole di Napoli e provincia. Parteciperà all’ottava edizione del Premio “Ilaria Alpi”, in programma a giugno.
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