Tutelare l’ambiente con il coinvolgimento dei cittadini, soprattutto dei più giovani, e delle istituzioni locali. Una campagna di sensibilizzazione che in una terra, come la Campania, martoriata dall’emergenza rifiuti, assume un valore aggiunto. I protagonisti sono gli studenti del laboratorio di marketing ecologico curato dal professor Virginiano Spiniello che rientra nell’ambito dei laboratori, coordinati dalla professoressa Natascia Villani, del corso di laurea di Scienze della Comunicazione dell’Università Suor Orsola Benincasa. “Diamoci una ripulita”, questo il titolo dell’iniziativa presentato nella Sala Villani dello storico ateneo. Si tratta di sei idee no profit, volte alla difesa delle risorse ambientali, in un’ottica di riduzione degli sprechi, strutturate secondo la metodologia dell’iniziativa denominata “Albero Vagabondo” che ha già riscosso particolare successo in Irpinia.
«Abbiamo pensato a dare il giusto peso alla realizzazione di tutte le fasi di un progetto – spiega il professor Spiniello – per evitare che ci si riduca soltanto alla comunicazione dimenticando l’idea di base e il marketing territoriale. L’auspicio è che si possa ripartire da un senso di appartenenza all’ambiente per arrivare ad un’effettiva tutela delle risorse che ci circondano».
Il territorio scelto quest’anno è Napoli e la sua provincia: tutte le idee potranno essere richieste da enti e organizzazioni che ne faranno richiesta. A Marano il progetto prevede una sfilata di giovani, travestiti da contenitori per la raccolta differenziata, per le strade della cittadina. La Villa Floridiana al Vomero potrebbe essere lo scenario di una versione rivisitata di giochi senza frontiere in cui i bambini ripuliscono gli spazi verdi dai rifiuti. Un altro gruppo di studenti, invece, ha pensato di ambientare sul lungomare partenopeo un viaggio tra leggende e foto, a testimonianza dei cambiamenti ambientali che ha subito la zona. Caccia al tesoro, con il coinvolgimento dei bambini, per salvare la spiaggia di Miseno dai rifiuti è l’idea di altri studenti. Iniziativa contro i rifiuti tossici a Giugliano dove ballerini, travestiti simbolicamente da materiale inquinante, sfilerebbero per invitare la cittadinanza a ribellarsi contro l’emergenza ambientale. Infine ma non meno importante realizzazione fai da te dei contenitori per la differenziata è l’idea che ha come teatro la cittadina di San Giorgio a Cremano. L’iniziativa sarebbe dedicata alla memoria di Massimo Troisi.
Nel settembre 2010 ho fondato, insieme a Valentina Cirillo, "Periferiamo", un quotidiano online che racconta i mille volti della periferia nord di Napoli, un'area troppo spesso al centro di luoghi comuni, dove tuttavia, insieme ai noti disagi, convivono anche realtà positive. Pertanto Periferiamo darà spazio ad entrambi gli aspetti, inseguendo la sfida di un'informazione obiettiva, senza padroni, prodotta dal basso, che guarderà verso tutte le realtà sociali del territorio, dando priorità alla quotidiana battaglia per la lotta all'illegalità. Il quotidiano, oggi sotto forma di blog, in attesa di registrazione presso il Tribunale di Napoli, presto diventerà un vero e proprio portale multimediale del territorio.
Collegati al sito per consultare notizie, foto e video, aggiornate in tempo reale.
Gruppo di lavoro: Giulia Abbate, Luca Saulino, Paola Saulino, Gennaro Saviano
Luogo: Parco Metropolitano delle Colline di Napoli - Quartieri Chiaiano e Pianura
Calendario in carta riciclata che conterrà per ogni mese due fotografie affiancatedi una stessa area del parco. La prima ritrarrà lo stato di degrado, la seconda le condizioni dello spazio verde alla luce dell’intervento di pulizia effettuato dagli studenti.Il prodotto sarà messo in vendita nel corso di un weekend, che si svolgerà all’interno del parco, durante il quale gli studenti accompagneranno i visitatorialla scoperta del parcomostrandone le ricchezze naturali ed enogastronomiche.Gli studenti esporranno una serie di oggetti realizzati riciclando e lavorando il materiale trovato nel parco.
Il progetto si rivolge ad un totale din° 100 studenti di 10scuole medie dei quartieri di Chiaiano e Pianura, selezionati 10 per ogni istituto.I proventi della vendita del calendario serviranno a sostenere le spese per la pulizia del parco affidate agli stessi studenti attraverso una pianificazione che vedrà i ragazzi assistiti dagli operatori ecologici del Parco.
Il 13 gennaio 2010, presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, un gruppo di 23 studenti del Corso di laurea in Scienze della Comunicazione ha presentato, nel corso di una conferenza stampa, cinque idee progettuali a tutela dell’ambiente. I progetti sono stati elaborati nell’ambito del Tirocinio del Prof. Virginiano Spiniello “Come creare un evento di sensibilizzazione ambientale, elementi di marketing ecologico” che rientra nei Laboratori coordinati dalla Prof.ssa Natascia Villani all’interno della Facoltà di Scienze della Formazione diretta dal Preside Lucio D’Alessandro.
Si tratta di cinque idee-intervento, no profit, facilmente replicabili, finanziabili a costi contenuti, incentrate in diversi territori della Campania e volte alla tutela e difesa delle risorse ambientali, in un’ottica di riduzione degli sprechi e strutturate secondo la metodologia dell’evento-intervento Albero Vagabondo.
Ventotto minuti e trenta secondi per dare voce agli “altri” di Secondigliano, quelli che vivono la quotidianità di un quartiere difficile restando nella legalità. “Oltre” è un’inchiesta del giornalista Luca Saulino, ma forse sarebbe più opportuno definirlo un cortometraggio sia per i ritmi, sia per il modo in cui vengono portate alla luce dei riflettori le persone invisibili. Ci sono il preside di una scuola di frontiera, il musicista che deve vincere i pregiudizi delle famiglie dei suoi allievi, il cugino di una vittima innocente della faida, l’ex capo di una baby gang che è diventato un seminarista. «L’idea è proporre al pubblico la versione dei fatti meno scontata», spiega Saulino che ha seguito l’intera faida del 2004 per il “Roma”. «I canali nazionali non hanno interesse a mostrare la parte sana del quartiere - aggiunge - Con questo non vogliamo negare che a Secondigliano ci si uccida per controllare il mercato della droga, ma questo contesto rende eroiche queste persone normali». Anche per questo, il prodotto sembra più adatto ad un pubblico non napoletano. Le immagini del regista Ciro Fabbricino descrivono fatti ormai noti dalle nostre parti, ma completamente sconosciuti altrove. La colonna sonora è affidata ai Kosanost che raccontano la periferia a ritmo di rap. Ma la rabbia verso il “centro” e le istituzioni traspare anche dalle parole degli intervistati. Tra loro, il più duro, anche se con ironia, è il parroco Don Fulvio D’Angelo. Significativa l’ultima scena nella quale due bambini utilizzano i giornali per costruire aerei di carta da lanciare nel vuoto. “Oltre”, già in vendita nelle edicole e nelle librerie, verrà proiettato nelle scuole di Napoli e provincia. Parteciperà all’ottava edizione del Premio “Ilaria Alpi”, in programma a giugno.
Dal Roma del 24 febbraio 2007 di Valentina Cirillo
“Scampia …in bianco e nero: immagini, suoni e parole di una terra che respira speranza tra i tentacoli della camorra”. Questo il tema della prima edizione del concorso di poesia dedicato ad Antonio Landieri, giovane vittima innocente della faida del 2004, presentato dalle associazioni I.RA.DE.MU e VO.DI.SCA nell’auditorium di Scampia. Note poetiche che arrivavano dritte al cuore della gente presente in sala. Espressione di chi non si arrende di fronte ad una realtà che può apparire desolante e senza vie di uscita, e che va oltre cercando di costruire quella che è l’altra faccia di Scampia. Una terra fatta non solo di violenza, ma anche di tanti ragazzi che lavorano quotidianamente per dare vita ad un’immagine diversa del quartiere. «Per noi dell’associazione VO.DI.SCA – spiega Rosario Esposito La Rossa, cugino di Antonio Landieri - è stata una scommessa portare la poesia a Scampia. Questa è la prova evidente del fatto che questo quartiere non è solo in bianco e nero ma è investito da mille colori». Un’iniziativa che parte dalla parola attraverso riflessioni sull’ amicizia e sulla solidarietà che commuovono il folto pubblico. «Scene di un quartiere che attraverso le energie dei ragazzi prendono vita», così le ha definite Maria De Marco, assessore all’Educazione dell’VIII Municipalità. In un panorama troppo spesso dipinto esclusivamente come roccaforte di camorra emerge quella che è la vera forza del rione: i giovani. «Sono loro, infatti, che con la loro arte danno prova di voler capovolgere la realtà mostrando colori che per troppo tempo sono rimasti nascosti da tutti», afferma il padre gesuita Fabrizio Valletti. Durante la cerimonia è stato anche presentato un fumetto dedicato a “’o Ti” (così gli amici chiamavano Antonio Landieri) e proiettato “Oltre”, una video-inchiesta condotta dal giornalista Luca Saulino per la regia di Ciro Fabbricino. Dimostrazione di come anche a Secondigliano e Scampia è possibile portare avanti una vita normale. «Scampia - sottolinea la De Marco- non è un deserto ma un giardino di cui tutti noi dobbiamo averne cura».
La necessità di allontanarsi dallo stereotipo della Napoli insanguinata così come da quello della Napoli da cartolina ha portato Luca Saulino, giovane giornalista napoletano, ad unirsi al regista Ciro Fabbricino in un progetto che ha dato vita ad un film-inchiesta, "Oltre", a breve in vendita in dvd: il desiderio di raccontare Scampia, il quartiere simbolo del degrado e degli affari malavitosi partenopei, come nessuno la immagina e la conosce.
L’idea è quella di dare visibilità alle persone oneste che lavorano per reagire al marcio che gli cresce intorno, che s’impegnano quotidianamente per concretizzare la speranza di cambiare le cose attraverso il volontariato, lo spettacolo, la scuola, la cultura.
Dalle parole di Saulino, risulta chiara l’intenzione di questa inchiesta ideata da chi come lui è nato e vive a Secondigliano.
Da dove nasce l'esigenza di fare un film-inchiesta su Napoli?
«Da giornalista napoletano ho sentito la necessità di fornire uno spaccato della periferia nord che andasse oltre (da qui il titolo) gli stereotipi, vedi sangue e degrado, che hanno fatto il giro del mondo.»
In cosa si differenzia "OLTRE" dalle altre inchieste sulla città?
«La realtà raccontata dal filone giornalistico, televisivo e documentaristico, è soltanto una parte di ciò che negli ultimi anni ho visto con i miei occhi. La parte sana, quella di chi anziché scappare è rimasto a Scampia e Secondigliano, riuscendo a condurre una vita normale era stata dimenticata. E proprio a questi invisibili, ignorati dai media, ho voluto dare voce.»
Ci sono state difficoltà nel raccogliere testimonianze?
«Nella periferia napoletana c’è una gran voglia di raccontare le cose belle offuscate tuttavia dal marcio. Ecco perché abbiamo riscontrato una diffusa disponibilità tra la gente a farsi intervistare. Abbiamo evitato scene di monnezza, giardinetti pieni di siringhe o tossici che si bucano. Certo, ci sono le Vele, in quanto edifici attraverso i quali si identifica Scampia nell’immaginario collettivo.»
L'attenzione torna sulla città ogni volta che avvengono fatti di sangue: se non muore qualcuno tutti pensano che le cose a Napoli vadano bene. E' l'informazione malata a creare questo paradosso, o siamo noi napoletani a togliere la testa dalla sabbia solo quando vediamo i morti ammazzati?
«L’informazione in Italia è sempre più schiava del mercato e lontano dal vero giornalismo. Tutti sono stati pronti a mettere i 57 morti ammazzati della faida ma pochi hanno provato a ricostruire il background di un quartiere dove mentre impazzava il piombo c’erano parrocchie, associazioni, che toglievano i ragazzi dalla strada. Il problema è che il brusio dei bambini di un oratorio non è una notizia rispetto ai rivoli di sangue versati sull’asfalt»
D'Alessio che strappa la prima pagina de L'Espresso; la Iervolino che spara a zero su Santoro; alcuni intellettuali che si dicono offesi dai libri di Bocca e di Jacopo Fo sulla città: non si rischia l'ipocrisia populista a prendersela con chi dopotutto non fa altro che raccontare ciò che avviene sotto gli occhi di tutti a Napoli?
«Ripeto, la Napoli raccontata da Bocca e Santoro esiste purtroppo, e nessuno può negarlo. Tuttavia i giornalisti in questione hanno ignorato quella fetta di città operosa e legale, che non solo s’indigna di fronte alla violenza ma organizza iniziative di riscatto civile.
Gli attacchi della Iervolino e di D’Alessio mi sono apparsi fuori luogo. E’ vero che c’è ancora qualcosa di buono ma se si continuano a sottovalutare le risorse umane, turistiche, paesaggistiche, "OLTRE" non avrà più senso.»
A seguito di questo lavoro, dell'esplorazione dell'ALTRA Napoli, della ricerca su campo per girare la realtà mostrata nel film-inchiesta, ci si può considerare fiduciosi sul futuro della nostra città?
«L’Altra Napoli ha bisogno di vedere azioni concrete, una programmazione a lungo termine per creare sviluppo e vivibilità, solo così può riacquistare fiducia nei governanti.»
Sono i volti, le voci dell’Altra Napoli ad essere immortalate in questo viaggio che vale la pena di vedere e di diffondere il più possibile, così come si evince dalle parole di Ciro Fabbricino, il regista:
«Sa quale è stata la maggiore difficoltà nel dirigere un documentario
come OLTRE? Parlare della "normalità", di gente che potrebbe esistere in qualunque parte del mondo. Sia chiaro: OLTRE non afferma che Secondigliano è un paradiso, e che ci sono
dei pazzi si che divertono a dipingerla in malo modo. Mi chiedo tuttavia se è possibile che la stragrande maggioranza degli abitanti “perbene” di quest'area debba essere costantemente mortificata da un'immagine mediatica che la vuole comunque collusa con l'illegalità. Allora, perchè non dare la possibilità alle persone perbene di "contarsi"?
La scena finale di OLTRE ho inteso realizzarla con dei bambini che fanno aereoplanini con dei quotidiani: per quel che mi riguarda è solo agendo sulle nuove generazioni, dandogli modelli e opportunità, che le cose possono realmente cambiare.»
Di fronte al degrado e alla violenza che trasudano da ogni angolo della periferia hanno deciso di non scappare. Sono rimasti a Scampia, a Secondigliano, per provare a condurre una vita normale nonostante quel marchio indelebile che li condanna ad un’esistenza ai margini. A questa gente scampata dal vortice dell’illegalità, che s’impegna ogni giorno per costruire quartieri diversi, alimentando il desiderio di rinascita attraverso la chiesa, il volontariato, lo spettacolo, la scuola, la cultura, la musica, hanno voluto dar voce, attraverso un dvd della durata di 30 minuti, il giornalista Luca Saulino e il regista Ciro Fabbricino. Nessuno deve dimenticare gli aspetti più negativi di un territorio, noto in tutto il mondo per gli eventi legati alla cronaca nera, ma un’analisi dello stesso territorio non può prescindere dal mettere in luce autentiche esperienze di riscatto sociale. Nel rione dove regna la malavita, scandito dalla negazione di prospettive per i giovani, un parroco sostiene le mamme avvilite per il futuro dei propri figli…un preside fa della scuola un baluardo di legalità…un immigrato, costretto a fuggire dalla sua nazione, viene accolto da una famiglia…un gruppo di ragazzi fonda un’associazione in nome di una vittima innocente della camorra…un musicista porta attraverso le note il nome di Secondigliano in tutta Italia...un pittore trova ispirazione positiva e poetica dalla sua Secondigliano…una volontaria parte per una missione umanitaria in Africa…un poeta invita a riscoprire il valore della parola…un gruppo di giovani rapper di periferia si esprimono e danno voce al loro disagio con la musica…un giovane lascia le cattive orme della famiglia per seguire quelle cristiane… Come è vero che a Secondigliano trecento donne scendono in strada per difendere i mariti dai blitz della polizia, come è vero che si impara a delinquere sin da adolescenti…è anche vero che in questo stesso quartiere ci sono operatori sociali e gente comune, che, nel loro silenzioso operato, non riescono a fare notizia, ma contribuiscono a mantenere viva quella speranza soltanto apparentemente sopita.